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Il consorzio di tutela e
valorizzazione della Nocciola tonda gentile delle Langhe nasce una
ventina di anni orsono. Nasce per tutelare e promuovere un
prodotto unico per caratteristiche e zona di coltura. La nocciola
prodotta nell’altalanga ha ottenuto anche il riconoscimento
europeo dell’IGP, il cui regolamento individua una zona di
produzione ed un rigoroso disciplinare che tutti i soci del
consorzio devono seguire.
Il frutto del nocciolo possiede
caratteristiche di pregio quali un’eccellente pelabilità, una
buona resa alla sgusciatura ed alla conservabilità. Inoltre
possiede un aroma unico che lo distingue da tutte le altre
qualità.
La provincia di Cuneo detiene il primato in Piemonte di superficie
coltivata a nocciolo. Sono circa 7000 ettari dei quali oltre 2350
sono concentrati nella comunità montana a dell’altalanga.
La raccolta eseguita a maturazione,
cioè quando i frutti si staccano spontaneamente dalle piante, è
quella che garantisce la migliore resa e la massima qualità.
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Inoltre, a fronte di un sapore
intenso e piacevole e di un aroma assai gradevole, in questo
stadio la nocciola presenta un quadro chimico più armonico, con
una presenza considerevole di sostanze naturali antiossidanti.
La lavorazione di un noccioleto
prosegue per tutto l’anno. In primavera si effettuano le
operazioni di ripristino del terreno, con un leggera concimazione.
Poi si eseguono le operazioni di potatura e pulizia della coltura.
Tra agosto e settembre c’è la
raccolta. Nella maggior parte dei noccioleti la raccolta è ormai
meccanizzata. Un macchinario aspira le nocciole dal suolo e, dopo
averle separate dai residui di terra e da altre scorie, le insacca
in sacchi di juta.
In alcuni punti del territorio, dove le condizioni del terreno non
permettono l’uso di questi grandi macchinari, la raccolta viene
ancora effettuata a mano, in ginocchio per terra, come venti anni
fa.
Dopo questa fase il raccolto viene
portato nelle aziende che si occupano della sgusciatura.
A questo punto la nocciola è pronta
per le più svariate preparazioni. Dall’industria dolciaria
all’artigianato locale. |