Frutto regolare, schiacciato,
di colore giallo ruggine, un po’ dilavato dalla parte di esposizione al sole,
polpa bianco crema, gusto tenero, dolce, squisito.
Queste le caratteristiche della Mela Grigia di
Torriana.
Una vecchia varietà ottenuta ai primi del ‘900 dal
frutticoltore Francesco Trecco nella frazione Torriana del comune di Barge.
Di qui il nome.
Attualmente è coltivata su una superficie di circa
venti ettari nei territori dei comuni di Barge, Bagnolo ed Envie.
Nell’immediato dopo guerra e fino agli anni 60 – 70 la Mela Grigia di
Torriana, assieme ad altre varietà autoctone, ha rappresentato il fiore
all’occhiello della frutticoltura locale molto apprezzata sia sui mercati
nazionali che esteri.
L’introduzione di varietà di mele di origine
nord-americana ed asiatica accompagnata dall’esigenza di massimizzare le
produzioni, ha fatto subire alla Mela Grigia di Torriana una drastica
riduzione delle superfici coltivate. Nell’ultimo decennio la tendenza
appare invertita: la richiesta del mercato è aumentata e conseguentemente
si è assistito ad investimenti di nuovi impianti.
La pianta è rustica, resistente alle avversità, molto
produttiva e ben si adatta alla coltivazione biologica. La raccolta del
frutto avviene nel tardo autunno.
Il consumo consigliato è quello della mela cotta al forno arricchita di
cacao miscelato ad un trito di frutta di stagione che conferisce alla
Grigia di Torriana un sapore unico ed inimitabile. Sono in molti però a
consumarla fresca dopo averla tagliata a spicchi.
La Grigia di Torriana si conserva anche fuori cella
frigorifera sino alla fine di febbraio-marzo.
Nel settembre 2002 si è costituito a Barge, con
l’impegno dell’Assessorato Comunale all’Agricoltura, della Coldiretti e
dell’Agenzia denominata 4A (Agenzia per l’Agricoltura, l’Alimentazione e
l’Ambiente), il Consorzio di tutela e di valorizzazione della Mela Grigia
di Torriana.
L’intento è di rivalutare questa vecchia varietà
tornata oggi di moda nel panorama dei consumi frutticoli piemontesi.
Il Consorzio conta 13 soci, è in fase di crescita e si
pone l’obiettivo di promuovere questa varietà di mele insieme agli altri
prodotti frutticoli della Valle Po, Bronda e Infernotto.
Una vecchia varietà di mele per riscoprire i sapori,
la storia e le tradizioni delle produzioni agricole tipiche di una vallata
conosciuta in tutto il mondo per dare le origini al fiume più lungo
d’Italia.